19 febbraio > 17 marzo
I DUE DELLA CITTÀ DEL SOLE e SOLEMIO SRL
presentano
GIORGIO ALBERTAZZI
Memorie di Adriano
di Marguerite Yourcenar – riduzione Jean Launay
copyright éditions Gallimard
regia Maurizio Scaparro
con Gianfranco Barra, Maria Letizia Gorga
e con Giacomo Luci nel ruolo di Antinoo
Saverio Cavaliere (10 / 26 febbraio)
Fulvio Barigelli, Giulia Tomaselli
acrobati Claudio Ciannarella e Andrea Frau
percussioni Armando Sciommeri
scene di Roberto Francia
realizzate da Tecnoscena s.n.c. – Napoli
costumi sartoria teatrale Farani
coreografie Eric Vu An
adattamento Ricky Bonavita
maschere Giancarlo Santelli
luci Gino Potini
direttore di scena Giuliano Gargiulo
capo elettricista Stefano Fronzi
attrezzista Alice Guidi
sarta Ilaria Carannante
amministratrice Laura Cuomo
segretaria di produzione Simona Di Nardo
ufficio stampa Maurizio Quattrini
Direttore Organizzativo Filippo Vacca
Produzione Laura Tibaldi De Filippo

Non c’è stata sorpresa quando ci siamo ritrovati sul palcoscenico Giorgio e io, per riprendere il nostro discorso mai interrotto su “Memorie di Adriano”.
Ci siamo guardati, abbiamo sorriso (c’è anche in noi un bel po’ di autoironia). Ma il sorriso era anche la consapevolezza di potere, forse dovere, trasmettere ancora le tante emozioni avute e talvolta date con le parole di Marguerite Yourcenar, fin dalla prima magica notte di Villa Adriana, e proseguite in tanti anni, a “intervalli irregolari” a Roma e in tanti teatri d’Europa. Ci siamo trovati così, forse senza saperlo, a costruire la “memoria” di queste “Memorie di Adriano”. E la grande forza evocatrice della voce di Giorgio Albertazzi mi è parsa anche accresciuta di qualcosa che Ferdinando Ceriani, che mi è stato vicino in molte edizioni di queste “Memorie”, ha indicato come tenerezza, che è un termine che mi piace molto perché sottolinea il tanto necessario coraggio a dire parole come quelle di Marguerite Yourcenar; e vuol dire per noi anche costante attenzione attenzione all’umano così lontano da un difficile vivere sociale che oggi sembra allontanarsi pericolosamente dalle parole guida di Adriano “humanitas, felicitas, libertas” (così a Liberté, Égalité, Fraternité della Rivoluzione francese).
Questa serenità di Adriano – Yourcenar nasce anche dal rimettere in discussione, se necessario, tutto, la vita, l’amore, la storia, i nostri stessi luoghi di origine, le nostre lingue. E il rimettere in discussione tutto, proprio dei grandi rivolgimenti del nostro mondo, ci appare simile a quello che stiamo vivendo oggi ballando, talvolta senza pensiero, sul nostro Titanic.
Anche per questo mi fa piacere qui ricordare le bellissime parole di Marguerite Yourcenar che chiudono il nostro spettacolo:
“La vita è atroce, lo sappiamo.
Ma proprio perché mi aspetto tanto poco dalla condizione umana, i brevi momenti di felicità, i progressi parziali, gli sforzi di ripresa e di continuità mi sembrano altrettanti prodigi che vengono a compensare la massa intensa dei mali, degli insuccessi, dell’incuria e dell’errore.
Sopravverranno le catastrofi e le rovine; trionferà il caos, ma di tanto in tanto verrà anche l’ordine.
La pace s’instaurerà di nuovo tra le guerre; le parole umanità, libertà, giustizia ritroveranno qua e là il senso che noi abbiamo tentato di infondervi.
Non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole, altri frontoni sorgeranno dai nostri frontoni, dalle nostre cupole; vi saranno uomini che penseranno, agiranno e sentiranno come noi: oso contare su questi continuatori che seguiranno, a intervalli irregolari, lungo i secoli, su questa immortalità intermittente.
Se i Barbari s’impadroniranno mai dell’impero del mondo, saranno costretti a adottare molti dei nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci”
Maurizio Scaparro















